Rebecca e Terry, dalla visita al foglio
Domenica 27 settembre ho passato una giornata intera tra fogli e animali, e mi sono divertita moltissimo. Il Rifugio Vivi gli Animali di Collegno ci ha aperto i cancelli: prima il giro tra i recinti con i volontari, poi i tavoli, l’acquerello e tanta acqua. Alla fine sui fogli c’erano Rebecca, una mucca, e Terry, una capretta, e sul tavolo c’era una bella confusione di colore.
Quando e dove
Quando: domenica 27 settembre 2026
Dove: Rifugio Vivi gli Animali ODV, Via Possasso 63, Collegno (TO)
Organizzatore: Vivi gli Animali ODV{target=”_blank”}
Docente: Ester Liquori
Materiale: carta 100% cotone, acquerello, pennarelli, tracce già disegnate
Il rifugio: cos’è e perché esiste
Vivi gli Animali è un santuario nato nel 2010, con sede a Collegno. Accoglie animali che di solito non hanno scampo, quelli definiti “da reddito”: mucche, maiali, capre, pecore, cavalli. Sottratti al macello, trovano qui cure, sicurezza e spazio per vivere liberi. Il rifugio esiste per dare loro una seconda possibilità e per far vedere a chi viene a trovarli che ognuno di questi animali è qualcuno, con una storia, e non una cosa da usare.
Va avanti grazie ai volontari e alle volontarie, alle donazioni, alle adozioni a distanza e agli eventi benefit come questo. Apre anche le porte a scuole, famiglie e studenti, con visite e attività educative. Per me, che negli animali cerco un campo di indagine sull’espressività, un posto così è prezioso: li si guarda da vicino, nel loro spazio. Il workshop era a sostegno delle attività del rifugio.
Cosa abbiamo dipinto
Ho condotto il workshop come docente e ho scelto di far dipingere da foto, dopo la visita al rifugio. Chi ha camminato tra gli animali poco prima porta con sé qualcosa che la fotografia non ha: dov’era la luce, come stava ferma una zampa, quanto era grande davvero un muso. Quel ricordo finisce nel foglio senza che nessuno debba cercarlo.

Una mucca e una capretta chiedono approcci diversi. Rebecca è una massa grande da costruire con pochi passaggi d’acqua, con un colore che deve restare vivo. Terry è più piccola e il lavoro sta nei dettagli di muso e orecchie.

L’acquerello e la libertà
L’acquerello assomiglia a ciò che il rifugio offre a questi animali: lo spazio di muoversi senza una forma imposta. L’acqua va dove vuole, il colore la segue, e dove si incontrano nascono macchie, pozze e bordi morbidi che nessuno aveva previsto. Si può guidare, mai trattenere del tutto. Lasciare che sia l’acqua a decidere è il mio modo di lavorare, e davanti a Rebecca e a Terry mi è sembrato il più onesto.
Le emozioni, sul foglio, spuntano come un filo d’erba in un prato: non si decidono, si accolgono, e poi si lascia che crescano. Una macchia nata per caso diventa il pelo, l’ombra sotto il muso, il bianco che resta.
Abbiamo lavorato con una tecnica mista: acquerello su carta di cotone al 100% e pennarelli per il segno. Le tracce erano già disegnate, così chi non dipinge abitualmente poteva partire dal colore. Sul cotone l’acqua resta in superficie più a lungo e dà il tempo di vedere dove va.





Una giornata a più mani
Ai tavoli sedevano adulti e bambini, ciascuno con il proprio foglio. Stesso soggetto, stessa carta, e due fogli non sono mai usciti uguali: è la cosa che preferisco di un workshop in cui tutti partono dalla stessa traccia.
Nel programma c’era anche una merenda, tutta vegana, preparata da La colazione di Sara: mini muffin, biscotti, focaccia e tisane fredde. Una pausa utile anche ai fogli, che nel frattempo asciugavano.
Il tempo passato lì ha avuto un senso in più: dipingere un animale conosciuto da vicino, anche solo per una giornata, cambia il modo di guardare quelli che si incontrano dopo. Nel rifugio vivono molti altri animali e le loro storie si trovano sul sito di Vivi gli Animali.
Se ti interessa il lavoro che faccio sugli animali, trovi gli acquerelli di animali nel portfolio e il mio percorso alla pagina L’Artista.
