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Watercolor Golden Brush 2026 — «L’uomo di mare» al concorso internazionale di acquerello

Un pescatore, due barche e la foschia salmastra di un porto: «L’uomo di mare» è l’acquerello che la giuria di Watercolor Golden Brush ha scelto per la terza edizione del concorso.

Watercolor Golden Brush è un concorso-mostra virtuale internazionale di acquerello con sede in Francia, fondato da Narcisse Rafati. Apre un’open call all’anno e raccoglie acquerellisti da tutto il mondo: una giuria internazionale seleziona le opere che entreranno nella mostra virtuale annuale e che concorreranno ai premi. Quest’anno è la terza edizione, e tra i partner del concorso ci sono nomi che chiunque dipinga ad acquerello conosce: Canson, Daler-Rowney, M. Graham, Michael Harding, QoR, Phoenix, Meeden.

Essere selezionati significa, in concreto, una cosa sola: la propria opera viene messa in dialogo con quelle di altri acquerellisti scelti da chi guarda questa materia ogni giorno. Per chi lavora con acqua e pigmento, è una forma di studio.

L’opera in concorso

«L’uomo di mare» — acquerello, 56×38 cm, 2026.

Un pescatore anziano in piedi sulla sua barca a riva, fra due imbarcazioni in scala diversa che costruiscono la profondità della scena. Sullo sfondo, una linea di pontile che si dissolve nella foschia salmastra. La sfida di questa tavola è stata tenere insieme due cose che non sempre si parlano: il ritratto figurativo — il volto, la postura, il peso del corpo dell’uomo sulla barca — e l’acqua-acqua, il mare in superficie che si muove sotto, con i bianchi di carta lasciati a indicare le creste delle onde.

Ho lavorato per stratificazioni successive, lasciando ampie zone di asciugatura per ottenere la trasparenza delle imbarcazioni e la densità più piena del corpo dell’uomo. Carta cotone, gestione lenta dei tempi di assorbimento, e qualche imprevisto controllato — perché alla fine è sempre l’acqua a decidere dove va.

Informazioni pratiche
Un pensiero sul percorso

Misurarsi con un contesto a giuria internazionale è soprattutto un esercizio di ascolto. Le opere selezionate vengono da paesi molto diversi, e ogni acquerellista lavora la stessa materia — acqua e pigmento su carta di cotone — in lingue figurative spesso lontanissime fra loro. Vedere il proprio pezzo accanto agli altri, in una sala virtuale che ospita acquerellisti di tre continenti, è il modo più onesto per capire dove si è e dove si potrebbe andare.

«L’uomo di mare» appartiene a una ricerca sui ritratti e le figure che continuerò ad approfondire nei prossimi mesi.

Qui intanto il certificato.