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Salone del Libro di Torino 2026 — Due giorni di pittura dal vivo ospite di Voce in Capitolo Edizioni

Due giorni di pennello, acqua e pubblico che passa: il racconto di una pittura dal vivo allo stand di Voce in Capitolo Edizioni.

Dipingere in pubblico è un’altra cosa rispetto allo studio. Lo studio ha la luce che decidi tu, il silenzio, il tempo che si stira. Lo stand al Salone del Libro di Torino è esattamente l’opposto: voci di centinaia di altre cose che accadono accanto, persone che si avvicinano e si allontanano, la luce dei neon del Lingotto. E un foglio Arches che ti aspetta sul cavalletto.

Informazioni pratiche
  • Quando: sabato 16 e domenica 17 maggio 2026
  • Dove: Lingotto Fiere, Torino
  • Stand ospitante: Voce in Capitolo Edizioni
  • Tema della performance: ritratti di gatti ad acquerello
Tre gatti dal vivo

Nelle due giornate ho dipinto tre pezzi unici, ognuno con un gatto diverso. Davanti al pubblico cambia il ritmo: si lavora su formati piccoli, si decide più in fretta dove l’acqua va e dove non va, e i bianchi di carta diventano più importanti, perché non hai tempo di tornare indietro. È un buon allenamento contro il ripensamento — quel piccolo demone da studio che, se hai mezz’ora in più, ti convince a “ritoccare” un’opera già finita.

I tre gatti sono nati così, in tempo reale, con una stratificazione veloce e poi qualche dettaglio finale all’inchiostro. Tre carattere diversi, tre tagli compositivi diversi.

Perché allo stand di Voce in Capitolo

La collaborazione con Voce in Capitolo Edizioni è una di quelle che si sono sviluppate con calma, nel tempo. Negli anni abbiamo lavorato insieme ai segnalibri artistici a tiratura limitata, oggetti piccoli ma curati nei dettagli — e il loro stand al Salone era il luogo giusto per portare la pittura dal vivo. Chi si avvicina a una casa editrice come la loro sta già cercando piccoli oggetti curati, illustrazioni, libri-oggetto. C’è una continuità naturale tra il modo in cui loro pubblicano e il modo in cui io dipingo.

La bambina e il gatto che appariva

Una cosa che mi è rimasta della due giorni: a un certo punto si è fermata una bambina. Non ha chiesto niente, non ha detto niente. È rimasta lì, fissa, mentre uno dei gatti appariva fra i colori — perché è quello che succede quando l’acquerello funziona: il soggetto non viene “disegnato”, emerge da una macchia che fino a un attimo prima sembrava casuale.

È una soglia che gli adulti tendono a perdere, e i bambini no. Ho dipinto per dieci minuti con lei accanto, in silenzio. È stato il pezzo più concentrato di tutto il weekend.

Le opere realizzate in quei due giorni appartengono alla mia ricerca sui ritratti di animali, portata fuori dallo studio per un’occasione che valeva il rumore di fondo.

Le tre opere dipinte dal vivo sono pezzi unici disponibili → scrivimi